Venezuela, giro di vite sui giornalisti «La libertà di espressione non è sacra»
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Il comportamento del governo Chavez non meraviglia ormai più. Meraviglia piuttosto il completo silenzio della sinistra, che strilla istericamente alla "censura" in Italia, ma non trova nulla da dire contro questa grave e aperta violazione della libertà. Ma non avevano detto proprio loro che un attacco alla libertà in un paese è un attacco contro tutti gli altri?
Quello che mi rivolta veramente è il razzismo etico dietro questa vicenda. Quando la censura viene da sinistra, tutto è permesso e si permette tutto. Dove sono i pacifisti, dove sono i no-global, dove sono le anime belle che espongono la bandiera della pace? Zitti, muti. Ma se condonano le violazioni della libertà in Venezuela, da un lato non hanno nessun titolo per criticare Berlusconi che non ha fatto chiudere nessun giornale e nessuna TV, dall'altro dimostrano la loro connivenza morale con un regime sempre più dispotico e pericoloso, e se non lo condannano apertamente danno a vedere che se andassero al potere anche loro farebbero lo stesso.
E gli intellettuali di destra, cosa dicono? E' vero che contro di loro vale la più bieca censura mediatica, ma non mi sembra che nemmeno da quella parte si siano fatti particolarmente sentire. Segno che in Italia la libertà non interessa a nessuno, né a destra né a sinistra. Questo silenzio dà la piena misura di quanto sia provinciale la nostra vita culturale e politica, e ci rivela che la vera censura è in mano alla sinistra dal punto di vista ideologico, e si mantiene grazie anche all'indifferenza dei loro inconsistenti avversari.
Giovanni Romano


