Questo non è un blog trasgressivo. E' contro i trasgressivi a buon mercato. Questo non è un blog onesto o politicamente corretto. E' contro gli onesti e i politicamente corretti di professione. Questo non è un blog fuori dal coro, perché al suo autore piace la musica corale e l'unità tra le persone che essa crea.
giovedì 17 maggio 2012
A quando una giornata contro la cristofobia? Certo non in Inghilterra...
sabato 4 febbraio 2012
La donna che dormiva
giovedì 2 febbraio 2012
David Attemborough: non si può escludere l'esistenza di Dio
Di Kerry Mcqueeney, Daily Mail 29 gennaio 2012
È famoso in tutto il mondo per le sue analisi sulla storia evolutiva del pianeta nei suoi sbalorditivi studi documentaristici del mondo naturale.
Tuttavia, in un'ammissione che fa a pugni con la posizione evoluzionista tenuta dai programmi naturalisti che presenta, Sir David Attenborough ha detto che l'esistenza di Dio potrebbe essere una possibilità.
L'ottantacinquenne presentatore ha rivelato stamattina [29 gennaio 2012, N.d.T.] che, pur essendo agnostico, non ha escluso l'esistenza di un essere supremo.
Sir David ha fatto questi commenti mentre veniva intervistato nel programma Desert Island Discs, trasmesso da Radio 4 stamattina.
Ha detto agli ascoltatori di non credere che la comprensione dell'evoluzione sia incompatibile con la fede religiosa.
Il veterano documentarista, ospite in occasione del settantesimo anniversario della trasmissione, ha ammesso che pur essendo ancora agnostico non poteva escludere la possibilità di un potere superiore.
Ha detto alla presentatrice di Desert Island Disc Kirsty Young: “Non penso che uno studio e un'accettazione della storia della vita, lunga 4 miliardi di anni, sia in alcun modo contraddittoria con la fede in un essere supremo. E non mi spingo fino ad affermare di essere ateo”.
Se le sue ultime affermazioni sono tutte da seguire, sembrerebbe che le opinioni di Sir David sulla religione si stiano gradualmente ammorbidendo man mano che diventa più vecchio.
Tre anni fa, in un'intervista al Daily Mail, sembrava meno convinto dell'esistenza di Dio.
Descrivendosi come agnostico piuttosto che ateo, disse di essere “un po' infastidito” per non poter pronunciarsi più decisamente a favore di un'opinione piuttosto che dell'altra.
Ha detto di non avere alcun retroterra religioso nella sua vita, aggiungendo: “Vorrei quasi averlo avuto, così potrei dire di aver rifiutato la fede dei miei genitori ma, per quanto io ne sappia, loro non avevano alcuna fede religiosa”.
Suo fratello, il celebre attore e regista Sir Richard Attenborough, condivide le sue opinioni agnostiche.
Tuttavia nel 2008 sir Richard disse che quasi desiderava di credere davvero in Dio, perché questo gli avrebbe dato conforto – o almeno qualcuno da incolpare – dopo aver perso una figlia e una nipote nello tsunami asiatico.
Sir David, che ha anch'egli dovuto sopportare una perdita quando sua moglie Jane morì di emorragia cerebrale nel 1997, ha pure lui ammesso che la fede in Dio potrebbe rendere più facile elaborare il lutto.
Ha aggiunto: “Oh sì, posso capire che se voi credete rivedrete la persone dopo la morte, le persone che avete amato, sarebbe una grande consolazione. Ma tuttavia non riesco a vedere alcuna prova di questo”.
Ha detto che man mano le persone invecchiano, il loro itinerario umano si fa meno complesso, aggiungendo: “Quando avete venti o trent'anni la vita si prende come una spacconata. Tutto si riduce a dire: “Come ci arrivo ci arrivo, posso remare, e quando ci sarò arrivato saprò come affrontarlo”.
“Ma vi dico che quando si arriva a 82 anni, le vostre opinioni sono molto differenti. Si è molto meno sicuri di tutto”.
Nell'intervista odierna a Radio 4, Sir David ha parlato anche della controversia che si è sollevata sull'uso delle riprese di orsi polari in uno zoo nella recente serie della BBC Frozen Planet.
Ha sostenuto che gli autori del documentario avevano la necessità di presentare un quadro completo del ciclo di vita di quegli animali.
(c) Daily Mail, 2012
Unauthorized translation by
Giovanni Romano
venerdì 27 gennaio 2012
Contro l'Ungheria menzogne a sangue freddo - E l'Italia sta anche peggio
- Ha fatto esplicito riferimento alle radici cristiane del paese nella sua Costituzione;
- Sempre nella sua Costituzione, ha solennemente proclamato il diritto alla vita del concepito;
- Ha un governo democraticamente eletto.
domenica 3 luglio 2011
GB: Sempre più in pericolo la libertà religiosa
Una avvocatessa cristiana vede “l'inizio di una tirannia” nelle dichiarazioni del Commissario alle Pari Opportunità
LONDRA, 1 Luglio 2011 / 05:59 (CNA) – La dirigente del Christian Legal Centre del Regno Unito vede incombere la persecuzione dei cristiani nella vita pubblica dietro le recenti controverse dichiarazioni da parte del Commissario alle Pari Opportunità e ai Diritti Umani Trevor Phillips.
La Williams non è stata la sola a chiedersi da dove Phillips abbia preso alcune delle idee che ha espresso in un'intervista del 19 giugno scorso con il quotidiano The Telegraph. Il Commissario alle Pari Opportunità ha dichiarato che gli immigrati musulmani si stavano integrando nella società inglese meglio di qualunque popolazione cristiana [L'attentato di Londra è stato opera di musulmani "perfettamente integrati", N.d.T.] , e che le pratiche di adozione cattoliche erano più discriminatorie dei tribunali basati sulla Sha'aria.
Phillips ha aggiunto anche che i cristiani tendessero a immaginare che sia in atto una discriminazione contro di loro quando in effetti non ve n'è alcuna. E ha specificato che i credenti non devono aspettarsi eccezioni rispetto all'Equality Act del 2010, con il suo linguaggio controverso sull'orientamento sessuale, una volta “usciti dalla chiesa o dalla moschea”.
La Williams, il cui ufficio cura la difesa dei diritti dei cristiani britannici nella sfera pubblica, ha dichiarato che le radici cristiane del suo paese l'avevano reso in passato “una terra di grande libertà” dov'era rispettata “la libertà di coscienza”.
“Abbiamo visto sradicare tutto questo in base al programma delle Pari Opportunità, che è la politica seguita da Trevor Phillips”, ha detto in un'intervista del 30 giugno. “Il secolarismo, secondo questo programma, non è neutrale. Punisce chi dissente”.
La Williams ha dichiarato che il sistema delle Pari Opportunità, iniziato con il primo ministro Tony Blair e proseguito con il suo successore Gordon Brown, “suona come un'utopia – ma di fatto conduce agli inizi di una tirannia”.
“Se si entra nella sfera pubblica, o in un impiego pubblico, si deve parlare e agire secondo il programma delle Pari Opportunità. Se non si agisce in quel modo, se non si è d'accordo, si viene puniti. Si perde il lavoro. Si viene indagati. Si corre il rischio di essere accusati di diffondere odio. Questa è la realtà che stiamo vivendo nel Regno Unito”.
La critica più plateale di Phillips al cristianesimo tradizionale nell'intervista a The Telegraph è arrivata quando si è toccato il punto dell'immigrazione di popolazioni provenienti dall'Africa e dai Caraibi.
Il Commissario ha ammesso che c'è “un chiasso dell'altro mondo sulla Chiesa che viene perseguitata”, ma ha detto che il vero problema per “le chiese convenzionali” è l'influsso di “gente che... crede in una religione dei tempi andati, il che secondo me è incompatibile con una società moderna, multietnica e multiculturale”.
La Williams ha ribattuto che questa idea di “incompatibilità” viene da una caricatura del cristianesimo, non dal Vangelo di Cristo in sé. “Tutto quello che viene da Lui”, ha detto, “porta al riconoscimento della dignità innata di ogni essere umano”.
“Proprio perché il cristianesimo non è coercitivo - a differenza del secolarismo, e a differenza dell'islam – conduce alla vera tolleranza”.
Nella lunga intervista al Telegraph, Phillips ha detto che i credenti in quanto individui possono aspettarsi che la sua Commissione difenda il loro diritto di celebrare il culto e di credere in quello che vogliono. Ha detto che è “parte integrante del patto fondativo di una democrazia liberale” che gli individui non vengano penalizzati o trattati in maniera discriminatoria” a motivo “di essere anglicano, musulmano o metodista o ebreo” [I cattolici non vengono menzionati, N.d.T.].
Ma la Williams ha accusato la Commissione di non osservare nemmeno questa limitata interpretazione della libertà religiosa.
“Quel che Mr. Phillips dovrebbe fare”, ha detto, “è venire a trascorrere una giornata al Christian
Legal Centre, dare una scorsa ai casi, e vedere la discriminazione che c'è in giro”.
Nel caso di Shirley Chaplin, ad esempio – l'infermiera a cui è stato detto di togliere la croce che portava al collo dopo averla indossata per 38 anni di servizio al pronto soccorso – sono state fatte eccezioni per i musulmani, con il loro lungo e fluente hjiab e una grossa spilla”.
Nel South London Council si permette ai musulmani di pregare cinque volte al giorno, ma ai cristiani non si permette di tenere calendari cristiani sulle loro scrivanie. Questa è la realtà in cui viviamo”.
Ha anche messo in rilievo il caso di Eunice e Owen Johns, una anziana coppia pentecostale che sono stati rifiutati come genitori affidatari – nonostante la loro vasta esperienza – perché disapprovavano l'omosessualità. “La Commissione Pari Opportunità è intervenuta in quel caso. Ed è intervenuta contro i cristiani”, ha fatto notare la Williams.
“Sono intervenuti in molti altri casi di rilievo. Non sono mai intervenuti, mai, contro i musulmani. Sono intervenuti solo in casi che coinvolgevano i cristiani per mettersi contro di loro. Questa non è uguaglianza. Questa è disuguaglianza”.
“C'è un servilismo generale verso l'islam, e al contrario il cristianesimo viene soppresso”, ha osservato la Williams.
“L'idea di fare posto alla Sha'aria, di accettarla – e poi di dire che le agenzie di adozione cattoliche, le quali credono che un bambino abbia bisogno di una madre e di un padre sposati, debbano essere chiuse – sta devastando la nostra società”.
La Williams ha detto che il perseguimento aggressivo del secolarismo da parte dell'Inghilterra sta creando un “vuoto” che i musulmani radicali potrebbero cercare di sfruttare. “L'islam radicale ha un programma preciso in questa nazione, e sta lavorando sodo”, ha puntualizzato.
Ma molti cristiani britannici mancano di difendere la verità biblica in questo contesto. “In molti modi, la Chiesa ha da rimproverare se stessa per la situazione in cui ci troviamo. Quel che dobbiamo fare è trovare la nostra voce. Altrimenti, avremo un'oppressione e una soppressione sempre maggiore”.
La Williams ha osservato che la Cristianità “è sopravvissuta storicamente ad attacchi molto peggiori di quelli di Trevor Phillips”. Ma ha ammesso che le prospettive appaiono “molto cupe” al momento.
“Abbiamo attualmente un governo che sta discutendo se estendere le unioni civili agli edifici di culto”, ha osservato. “Dicevano che non l'avrebbero mai fatto”.
La Williams e altri cristiani inglesi vogliono una autentica libertà religiosa per sé e per gli altri. Ma capiscono che il conflitto con il secolarismo è parte del costo della sequela.
“Gesù ha sofferto un falso processo, era odiato dal mondo, fu messo in croce”, ha ricordato”. “Ma
c'è stata la Sua resurrezione, e la speranza deriva da questo”.
Copyright (c) CNA
Unauthorized translation byGiovanni Romano


