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venerdì 17 gennaio 2014

Ma siamo sicuri che sia un errore?

Qualche giorno fa, il noto quiz L'Eredità ha proposto un quesito: su che cosa si fonda la Repubblica italiana?

La risposta che vedete nella foto ha scatenato le facili ironie della Razza Eticamente Superiore. Quelli che leggono sempre La Repubblica, per intenderci, e che si autodefiniscono colti, illuminati e progressisti. Mi sembra quasi di sentire il loro grido scandalizzato: com'è possibile tanta ignoranza, tanta mancanza di senso civico? Mi sembra di vederli guardare con una smorfia di beffardo compatimento "quei due poveri ignoranti abbrutiti da venti anni di berlusconismo"...

Io trovo però che forse ha più ragione l'ingenuità dei concorrenti, che hanno fatto riferimento a una realtà  tangibile come la famiglia, rispetto a una definizione arida e astratta quale quella di "lavoro". Prima di tutto perché oggi di lavoro ce n'è ben poco, specialmente per i giovani di quell'età, e richiamarsi a un valore così evanescente rischia di suonare vuota retorica. In secondo luogo, nemmeno i costituzionalisti più smaliziati sono riusciti a mettersi d'accordo su una definizione soddisfacente di cosa rappresenti il lavoro come valore.

A parte il complesso di superiorità, forse la reazione della Razza Eticamente Superiore nasconde paura e nervosismo di fronte alla verità elementare che nel quiz è balenata per un attimo: la famiglia è un nucleo naturale che viene prima dello stato e costituisce anche un ostacolo potenziale alle sue pretese totalitarie. Un'evidenza che in questo momento è particolarmente sotto attacco, e che si cerca inutilmente di esorcizzare con beffe e spiritosaggini a buon mercato.

Giovanni Romano

sabato 9 marzo 2013

Piccola censura (de sinistra) cresce...

Giovedì scorso, 7 marzo, le riviste TV (in particolare TV Mia) segnalavano nella programmazione di prima serata su RAI1, dopo Affari tuoi, una replica dello sceneggiato Lo scandalo della Banca Romana. È stato invece trasmessa la commedia romantica New in town - Una single in carriera con Renée Zellweger.

Nessuno mi toglie dalla testa il sospetto che si siano volute evitare delle spiacevoli analogie con lo scandalo del Monte dei Paschi di Siena, perché gli spettatori non tirassero imbarazzanti conclusioni. Ma il MPS non appartiene alla parte politica che ha sempre strepitato per la "libertà d'informazione" e "il pensiero critico"?. Per non parlare delle ben più minacciose censure e blindature dell'informazione che promette Grillo. Stiamo freschi...

Giovanni Romano