venerdì 25 febbraio 2011

La "libertà di morire" genera abbandono terapeutico

Dal sito Catholicnewsagency.com

di Alan Holdren

Roma, 24 febbraio 2001 / 07:26pm - Le storie da incubo sulla malasanità nei confronti degli anziani in Inghilterra e nel Galles sono il risultato di una nuova generazione di "gente spaventata" che vede gli anziani, gli handicappati e i malati come "un peso" e come "esseri inutili", secondo un consulente del Vaticano.

All'inizio del mese le autorità britanniche hanno riferito che ci sono gravi carenze nel sistema sanitario nazionale.

Secondo un'analisi condotta sui certificati di morte delle case di riposo dall'Ufficio Statistico Nazionale, 667 pazienti ospedalieri sono morti di disidratazione tra il 2005 e il 2009 in Inghilterra e nel Galles.

Lo studio ha anche messo in luce un aumento delle morti nel sistema sanitario nazionale causate da negligenza, dovute a malnutrizione, sangue contaminato e infezione da piaghe da decubito durante lo scorso decennio.

I risultati dell'inchiesta hanno suscitato urgenti appelli alle riforme in Inghilterra e hanno anche attirato l'attenzione del quotidiano vaticano.

Il Dr. Carlo Belleni, che tiene una rubrica sulle questioni legate alla bioetica e alla cura, ha scritto il 19 febbraio che la mancanza di cure è in realtà "scandalosa... ma non sorprendente".

Ha citato il caso di altre inchieste presentate davanti al parlamento britannico in anni recenti sul cattivo trattamento nei confronti dei malati di mente, che ha definito "invisibili" agli occhi del sistema sanitario nazionale britannico.

"In breve, chiunque stia più calmo riceve un trattamento proporzionalmente inferiore", ha detto Bellieni.

Neil Duncan-Jordan della National Pensioners Convention ha dichiarato al Daily Mail che è "assolutamente sconvolgente" che queste cause stiano provocando un numero così alto di decessi.

"Ciò che questi dati rivelano è che un numero significativo di anziani nelle case di cura hanno un'assistenza di terz'ordine".

Ha detto di essere rimasto colpito dal fatto che sono morti di denutrizione, di sete o perché non erano accuditi abbastanza bene a letto, eppure probabilmente pagavano l'equivalente di circa 800 sterline a settimana.

"Per loro essere trattati in quel modo non è niente di meno che scandaloso", ha detto.

Un'inchiesta separata da parte dell'Health Service Ombudsman pubblicata agli inizi dell'anno ha messo in luce dieci storie di abbandono di pazienti in ospedale. Alcuni erano stati tenuti per settimane o mesi a corto di cibo, acqua e pulizie.

In un caso, gli apparecchi che tenevano in vita un uomo sono stati staccati prima che i suoi figli ne fossero informati. [Il neretto è mio, N.d.T.]

Su migliaia di reclami presentati agli ospedali del servizio sanitario nazionale, una maggioranza schiacciante di quelli presi in esame coinvolge pazienti anziani.

Bellieni ha citato uno studio pubblicato nel "Journal of the American Medical Association" dove si sottolineava questo punto in maniera particolare. I risultati di un sondaggio mostravano che in un certo numero di nazioni occidentali "la maggioranza dei dottori pensa che la vita con disabilità neurologiche, ma anche con un grave handicap fisico, sia peggiore della morte".

Questa prospettiva, ha detto, è "il segno di una ferita culturale, un profondo scoraggiamento morale che considera la disabilità non come qualcosa da superare, ma qualcosa di intollerabile, verso cui si sente avversione, non compassione".

"Si cercano soluzioni per come aiutarli a morire e non per come aiutarli a vivere meglio", ha detto.

"La questione della morte con dignità non sta nel come affrettarla, bensì nel come vincere il dolore e la solitudine", ha detto il dottore. "Ma si è creato scientificamente un clima di terrore verso una potenziale e improbabile persistenza nel mantenere (le persone) in vita".

Nel mondo oggi si sta creando "una generazione di gente terrorizzata" che "sa solo come cercare modi per difendersi, per mettersi al riparo, per fuggire, che guardano alla morte come l'ultima disperata consolazione, perché la vita ha ultimamente perduto (il suo) significato e la sua attrattiva".

Questa prospettiva porta la gente a cercare "strategie di uscita" per vite che sono diventate "insopportabili" ai loro stessi occhi", ha spiegato.

Bellieni ha affermato che "l'abbandono degli anziani... non è un problema di malasanità ma di disperazione culturale di fronte ai malati... fino a quando restano in vita".

Unathorized translation by
Giovanni Romano

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