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giovedì 12 gennaio 2012

Recensione - "Sposati e sii sottomessa" di Costanza Miriano

SPOSATI E SII SOTTOMESSA
Pratica estrema per donne senza paura

Che il libro di Costanza Miriano fosse controverso fin dal titolo me l'aspettavo, anche se il sottotitolo introduce già uno dei suoi principali leitmotive: una salutare, frizzante autoironia. Ma non mi aspettavo assolutamente il dibattito furioso, accanito, che si è scatenato su Facebook tra alcuni miei amici, tutti lettori di grande preparazione e di provata fede cattolica. Un dibattito combattuto a colpi di citazioni bibliche e magisteriali che è trasceso nel risentimento personale fino ad arrivare alle cancellazioni tra persone che si conoscevano e si stimavano da molto tempo.

Perché tanta asprezza? La querelle girava appunto intorno alla parola “sottomissione”, tra chi si ribellava all'idea che il libro reintroducesse il modello della famiglia patriarcale e del padre-padrone, e chi invece difendeva a spada tratta la famiglia “tradizionale” (in realtà, non c'è niente di “tradizionale” nella famiglia composta dall'uomo e dalla donna, ogni coppia ama per la prima volta, genera per la prima volta, sbaglia e si perdona per la prima volta).

In quel dibattito non ero intervenuto perché non avevo il libro, e anche per carenza di preparazione specifica sui documenti del Magistero. Ma ora che l'ho letto mi sento di esprimere un parere approfondito che quasi certamente scontenterà tutti, perché mi sembra che entrambe le parti, nel furore della polemica, abbiano perso di vista alcuni punti fondamentali.

Innanzitutto, chi si aspetta un arcigno trattato dottrinario, pesante, infarcito di citazioni libresche, resterà meritatamente deluso. Da molto tempo non mi capitava di leggere un libro fresco, brioso, pieno di spiritosa inventiva come questo. La Miriano, giornalista professionista, dimostra un notevolissimo talento nell'evocare a raffica un fuoco d'artificio di situazioni, di caratteri, di libri e di autori, accostando acrobaticamente i pannolini e San Girolamo, il biberon e Fred Buscaglione, il lavoro in TV e i compiti per casa dei bambini. In ogni frase si sente spumeggiare la vita. Osservo di passaggio che una simile capacità di guardarsi intorno e di notare tante cose è segno di una personalità molto libera e realizzata. La “sottomissione” di cui parla la Miriano non pare dunque avere effetti deleteri sulla creatività.

Ma con questo siamo ancora alla superficie. Dietro la felicità della scrittura e la brillantezza dello stile c'è un'ossatura estremamente robusta, delle convinzioni cattoliche molto profonde che costituiscono il vero pregio dell'opera. Più che sulla sottomissione, il libro ruota intorno a una constatazione molto semplice: l'uomo e la donna si realizzano nei rapporti, e possono realizzarsi pienamente solo in un rapporto definitivo di dono e di gratuità qual è il matrimonio. La prima parola non è infatti “Sottomettiti” ma “Spòsati”. Questo sembra essere sfuggito tanto a coloro che hanno criticato la Miriano quanto a quelli che hanno contrattaccato per difenderla forse con troppo zelo. Prima ancora che dosare i poteri e i doveri col bilancino, il matrimonio è anzitutto condivisione e accoglienza dell'altro così com'è, un cammino dove niente può essere dato per scontato ma che fa crescere man mano che si procede e si ha il coraggio della fedeltà. E la diversità dei sessi conduce alla diversità dei ruoli prima ancora che alla rivendicazione dei poteri.

Per questo ogni capitolo è introdotto da una lettera a un soggetto ben determinato e tratta un argomento ben determinato. Così, scherzosa nella forma ma ferma nella sostanza, la Miriano accompagna, suggerisce, esorta i suoi destinatari a prendere posizione di fronte alla loro vita, e farlo attraverso la strada di un legame certo e irrevocabile. I suoi consigli non potrebbero andare più controcorrente rispetto alla nostra cultura del disimpegno e della provvisorietà. Basti leggere le lettere all'amico che convive e rifiuta di sposarsi, a un'amica che passa da un uomo all'altro, alla coppia troppo perfetta che bastava a se stessa e si scopre in crisi, a un collega che non si decide ad avere bambini. Tutti richiamati alla bellezza della vita attraverso un impegno senza sconti con la realtà, ma sorretto da una serena fiducia in Dio. Tutta roba molto, ma molto indigesta per il “politically correct”.

Last but not least, un altro dei motivi profondi del libro – purtroppo passato del tutto sotto silenzio nella summenzionata polemica – è la fecondità. I bambini compaiono dappertutto nel libro, dalla prima all'ultima pagina. Il donarsi all'altro non è fine a se stesso ma, anche nella fatica, è per una gioia più grande, la gioia di una vita che cresce, da tutelare e da accompagnare. Non per niente le ultime pagine, dedicate al destino dei figli, sono le uniche dove si avverte una certa trepidazione.

Se un uomo leggesse le pagine della Miriano illudendosi di vedersi riverito e adulato come un sultano, è meglio che se lo scordi. Questo libro non è solo per donne senza paura, è anche per uomini senza paura. Senza paura di amare le proprie spose e di esserne amati, senza paura dei propri limiti e di quelli dell'altra, senza paura di addentrarsi nel tempo che passa, e senza paura di rivolgersi a un Altro per chiedere la forza di affrontare il cammino più decisivo della propria esistenza. Citando Chesterton, la Miriano sostiene che l'avventura più eccitante della vita non è la trasgressione ma l'ortodossia. Il matrimonio è veramente una pratica estrema, perché nella sua essenza è un'avventura che come unico limite ha solo la morte. E l'Autrice riassume tutta la grandezza e la dignità dirompente di questa avventura in una osservazione folgorante: “Che vivi a fare se non costruisci qualche cosa che ti superi?”.

Giovanni Romano

domenica 2 ottobre 2011

USA: Nasce la Marriage Anti-Defamation League

UNA NUOVA ALLEANZA PER APPOGGIARE CHI VIENE MINACCIATO
PERCHÉ DIFENDE IL MATRIMONIO

Washington, 26 settembre 2011 /05:40pm – La National Organization for Marriage ha annunciato il 22 settembre di aver varato la Marriage Anti-Defamation Alliance, un nuovo progetto per difendere la libertà di esprimere senza paura di minacce o di punizioni la propria convinzione che il matrimonio è l'unione di un uomo e di una donna.

“Ho l'impressione che ci siano troppi di noi che sono convinti che il matrimonio è l'unione di marito e moglie per stigmatizzarci o marginalizzarci tutti quanti se ci mettiamo insieme”, ha detto Maggie Gallagher, co-fondatrice della National Organization for Marriage.

Gallagher ha detto alla CNA il 26 settembre che l'alleanza è stata creata come risposta “a un numero sempre maggiore di casi, sia pubblici che privati, di persone il cui modo di vivere è minacciato perché dissentono dal matrimonio omosessuale”.

“I sostenitori del matrimonio omosessuale stanno cercando di creare un'America in cui gli americani educati, capaci d'amore, rispettosi della legge hanno paura di dichiararsi a favore dell'idea che il matrimonio sia l'unione di marito e moglie, per paura di rappresaglie che variano da insulti e invettive come 'fomentatore di odio' e 'bigotto' a conseguenze pratiche come la perdita del lavoro”, ha detto.

L'alleanza non è un progetto legale, ha spiegato la Gallagher, quanto piuttosto un tentativo di accrescere la consapevolezza e il sostegno a favore di quelli che hanno dovuto affrontare minacce ingiuste a causa della loro visione del matrimonio.

La Gallagher ha detto che l'alleanza mira a “far girare la voce su quello che sta realmente succedendo, perché non viene adeguatamente riferito”.

L'alleanza è anche progettata “per creare una comunità in cui altre persone alle quali questo sta accadendo si sentiranno sicure di esprimersi apertamente e sentiranno che qualcuno si prende cura di quello che sta loro capitando”.

Una volta che siano stati raggiunti questi due scopi, i partecipanti saranno anche in grado di “sviluppare strategie per insistere sul rispetto sociale per entrambe le parti nel dibattito sul matrimonio omosessuale”, ha detto.

Il sito web della Marriage Anti-Defamation Alliance afferma che essa è dedicata all'idea che “nessun americano deve aver paura di esercitare i diritti civili fondamentali: la libertà di parola, di fare donazioni, di organizzarsi, di firmare petizioni, o di votare per il matrimonio come unione di marito e moglie”.

L'alleanza ha messo in rete di recente un video di Frank Turek, un responsabile di seminari sulla leadership che ha perso il suo contratto con la Cisco e la Bank of America dopo che gli addetti alle relazioni umane [sic!] hanno scoperto che aveva scritto un libro in cui sosteneva che il matrimonio non dovrebbe essere ridefinito.

In risposta, l'alleanza ha iniziato una campagna di reclami da parte dei consumatori diretta verso la Bank of America nello stato del North Carolina, dove si trova la direzione generale della compagnia.

“Abbiamo contattato un piccolo numero di clienti della Bank of America nell'area di Charlotte, gli abbiamo riferito quel che è successo a Frank Turek e gli abbiamo chiesto di chiamare la compagnia per far sapere ai banchieri che i clienti non apprezzano questo tipo di maltrattamenti”, ha detto la Gallagher. “Negli ultimi giorni più di 1.400 persone hanno chiamato per protestare”.

“L'esperienza di Frank Turek mostra che c'è bisogno urgente di un'iniziativa di contrasto alle diffamazioni, non chissà quando, ma proprio adesso in America”, ha concluso la Gallagher.

Copyright (c) CNA
Unauthorized translation by
Giovanni Romano