martedì 27 dicembre 2011

Da Seattle alla Nigeria, storie di ordinaria cristofobia


Due notizie apparentemente lontanissime tra loro, non solo in senso geografico. La cronaca locale del Seattle Times riporta un episodio significativo datato 24 dicembre: a Wenatchee, nello stato di Washington, un uomo che da cinque anni esponeva un presepe nel giardino di casa sua se l'è visto vandalizzare per tre notti di fila da giovinastri incappucciati. Nonostante avesse installato una webcam di sorveglianza dopo il primo attacco, il proprietario si è detto così sconfortato che dall'anno prossimo rinuncerà probabilmente a installare il presepe. È giusto dire che sul sito del quotidiano gli sono arrivati numerosi messaggi di solidarietà (vedi qui l'articolo).

La seconda notizia viene dalla Nigeria ed è tristemente di pubblico dominio: gli attentati simultanei alle chiese cattoliche (dico cattoliche, non genericamente “cristiane”) sempre durante la vigilia di Natale. È chiaro che non si possono paragonare le bravate teppistiche di Wenatchee con il terrorismo anticristiano della setta Boko Haram, ma vale la pena riflettere un attimo. Gli attacchi vandalici al presepe sono avvenuti in un ambiente a elevata secolarizzazione. Lo stato di Washington è uno dei più liberal degli USA, dove si parla seriamente di legalizzare la marijuana e le “nozze” gay, dove si festeggia molto Halloween ma il Natale dà fastidio, se ne parla quasi con imbarazzo. All'opposto, le stragi in Nigeria sono avvenute in un contesto di acceso fondamentalismo religioso, ed è purtroppo inutile che gli stessi esponenti della gerarchia cattolica cerchino di minimizzare gli scontri negando che si tratti di una guerra di religione. No, questa è veramente una guerra di religione, e le vittime sono state uccise in odium fidei. Gli esiti sono ovviamente diversi ma l'atmosfera di odio, di scherno e di avversione è la medesima. Continuare a mentire a se stessi è peggio ancora che ammettere la realtà, per quanto dura possa essere.

I cristiani non sono odiati perché si comportano male, come qualche vescovo s'illudeva di spiegare. Sono odiati semplicemente perché esistono. Un presepe, con la sua semplicità e la sua mitezza, è un muto rimprovero ai bulli e agli scioperati che non badano a nulla fuorché ai propri istinti. Per i fanatici islamici i cristiani sono un insopportabile segno di contraddizione con la loro libertà, la loro umanità, il loro rispetto per la donna, la loro curiosità verso il mondo e la capacità di cambiarlo. O col vandalismo o con le bombe, si vuole togliere di mezzo l'unica vera novità che il mondo abbia mai conosciuto.

Giovanni Romano

4 commenti:

Pier ha detto...

Le vicende nigeriane, per il carico di barbarie e di dolore che le caratterizzano, meritano di essere affrontate con serietà. Inserirle in un discorso che mette insieme atti vandalici (compiuti da chi? per quale motivo?) con intenti di strumentalizzazione è davvero offensivo.

Detto questo, vorrei segnalare che tutti gli analisti seri e chi vive le vicende sulla propria pelle raccontano che gli scontri nigeriani non nascono come scontri religiosi, ma come scontri per il controllo delle risorse (petrolio, minerali, pietre preziose, terreni). Lo scontro si è sviluppato su basi etniche, con gruppi etnici in contrasto tra loro. Solo in un secondo tempo c'è chi ha cercato e ancora cerca di trasformare questi scontri in una guerra di religione (con la strage di Natale e con il molto meno pubblicizzato assalto di gruppi terroristici cristiani a una scuola coranica, pochissimi giorni dopo).

Questi fatti sono riconosciuti anche dalla stessa Chiesa cattolica nigeriana. Possiamo anche dire che la Chiesa cattolica nigeriana minimizza, non dice la verità o non capisce nulla, ma da una parte non si capisce come si possano lanciare giudizi di questo tipo standosene comodamente seduti a migliaia di chilometri di distanza, dall'altra è una forma di mancanza di rispetto incredibile.

Sono certo che questo commento verrà pubblicato e non censurato.

p.s.: Ovviamente NON sostengo che non esistano casi di persecuzione dei cristiani. Semplicemente non ingigantiamo un episodio minore e del tutto oscuro come un atto di vandalismo e non interpretiamo male (e nel senso più conveniente al terrorismo) uno scontro che non ha basi religiose.

La voce dal vicolo ha detto...

Non ho certo paura dei commenti, e questo merita di essere pubblicato, ma non condivido una sola parola di quello che lei ha scritto.

Gli scontri in nigeria sono prima di tutto violenze a sfondo religioso, e se proprio vogliamo trovare una motivazione economica possiamo trovarla nel diverso modo di vivere e nel diverso assetto economico generato dall'islam e dal cristianesimo. Anche economicamente i cristiani sono più intraprendenti, meno violenti, meno fatalisti, più aperti al mondo. E questo l'ho scritto a chiare lettere.

Mi dispiace molto per l'assalto a una scuola coranica, anche perché da una parte e dall'altra non sono mai a pagare gli autori delle violenze, e le ritorsioni non faranno altro che preparare nuove stragi. Ma se restringiamo il discorso alle regioni della Nigeria settentrionale dove l'islam è più che mai aggressivo e arrogante, direi che i cristiani hanno tutto il diritto e il dovere di difendersi e di non assistere impotenti al proprio sterminio. E la gerarchia cattolica nigeriana, insisto, fa male a tacere. Potrebbe almeno dire che quelle persone sono state uccise "in odium fidei".

Non ho fatto un accostamento arbitrario tra Seattle e la Nigeria. Da una parte il fanatismo, dall'altra l'indifferenza che prima o poi si trasforma in scherno e in ostilità ("Chi non è con me è contro di me"). Il grado di violenza è ovviamente imparagonabile, ma è significativo che dietro questa aggressione simbolica non ci siano stati motivi economici -appunto!- ma motivi di puro dispregio anticristiano.

Stia tranquillo lei. Non sono così "comodamente seduto" come le fa comodo credere. Già più di un secolo fa Charles Péguy diceva che non dovremo andare a cercare la guerra santa, sarà la guerra santa a venire qui e a cercarci. Ed è precisamente quello che sta accadendo. Il mio blog ha lo scopo preciso di aprire gli occhi su questa realtà.

Pier ha detto...

Gli storici, gli economisti, gli esperti di geopolitica dicono una cosa? La voce del vicolo smentisce.
Soprattutto: la Chiesa nigeriana dice una cosa? La voce del vicolo (che certo conosce a fondo e dal vivo la realtà nigeriana e che certo ha subito su di sé quella realtà, altro che la Chiesa nigeriana!) smentisce.
E ovviamente avrà ragione La voce del vicolo, no?

Le affermazioni del suo ultimo commento, con idee rozzamente razziste, con la giustificazione delle peggiori violenze e con uno sconfortante tentativo di arrampicarsi sugli specchi per un accostamento che anche lei sa benissimo essere stato oltremodo infelice, non meritano neppure un commento.
Valuti lei quanto il suo atteggiamento di odio e di superbia sia cristiano.

La voce dal vicolo ha detto...

Si dà il caso che io abbia degli amici nigeriani tanto tra i laici che tra i sacerdoti e le suore, ognuno dei quali con la sua testimonianza -fattasi tanto più dolorosa in questi giorni- manderebbe all'aria molte teorie di economisti ed esperti.

Non giustifico le violenze da parte cristiana, anzi mi pento di non aver postato immediatamente una deplorazione per l'attacco vile e proditorio alla scuola coranica avvenuto nel sud del paese dove i musulmani sono minoranza. Io stesso ho ottimi rapporti con amici musulmani. Ma so riconoscere un genocidio quando lo vedo. So riconoscere una persecuzione religiosa quando la vedo.

I vescovi nigeriani possono avere le loro legittime ragioni di prudenza, ma non al prezzo di nascondere la verità.

Lascio poi a lei l'esemplare lezione di odio e di superbia che mi ha dato.