mercoledì 24 settembre 2014

"Above & Beyond the Call of Duty"...

Negli Stati Uniti, la Congressional Medal of Honor (l'equivalente della nostra medaglia d'oro al valor militare o civile) viene conferita per atti "Above & Beyond the Call of Duty": "Al di sopra e oltre della consegna del dovere".

Da molto tempo mi veniva in mente questa definizione a proposito del sacrificio di Salvo D'Acquisto di cui ieri ricorreva il 71° anniversario. Il suo sacrificio volontario andava ben "al di sopra e oltre della consegna del dovere". E tuttavia non mancò chi attaccò la Chiesa dalle colonne del laicissimo quotidiano "La Nazione" per avere iniziato la sua causa di beatificazione, sostenendo che il gesto del brigadiere rientrava, appunto, nei suoi normali doveri. Una nterpretazione alquanto stiracchiata e capziosa (per non dir altro) di Luca 17, 7-10.

Io non so se sia possibile trovare un esempio più eclatante di meschinità. Nessun soldato è un robot, nemmeno i kamikaze che andavano a sacrificarsi contro le navi americane. A nessuno, nemmeno ai carabinieri, è chiesto di sacrificare la vita come se niente fosse. Il gesto di Salvo d'Acquisto fu doppiamente eroico perché era rimasto al suo posto quando l'intero esercito italiano si era dissolto e perché decise liberamente e autonomamente di sacrificare la propria vita al posto di ostaggi innocenti.

Ma cosa c'è in realtà dietro gli attacchi a D'Acquisto? Non a caso ho citato "La Nazione" (oggi confluita nel "Quotidiano Nazionale", se ben ricordo), un giornale tutto imbevuto di laicismo. Per la cultura laica l'uomo non ha valore di per sé, è semplicemente una rotella spendibile dell'ingranaggio dello stato. Non esistono la generosità e l'eroismo, è già tutto compreso nel mansionario. Un sistema sociale che funziona così perfettamente da rendere inutile la bontà, direbbe T.S. Eliot. È chiaro che in questo sistema non si può concepire un gesto così libero come quello di D'Acquisto.

C'è inoltre un'altra ragione psicologicamente più profonda. Il tono malmostoso della lettera contro Salvo D'Acquisto fa pensare a una persona scontenta della vita, forse invidiosa della fama altrui sia pure ottenuta a un prezzo così atroce. Un uomo per cui la vita è un continuo grigiore, per cui nulla può mai realmente accadere. Ma temo che siano proprio questi ipocondriaci che ce l'hanno in permanenza con la vita siano i primi a lamentarsi terrorizzati e a rimpiangere troppo tardi le occasioni perdute quando arriva anche per loro il redde rationem. Le persone che amano realmente la vita, come D'Acquisto, possono realmente arrivare al sacrificio perché forse sanno che tutto ha un senso e un compimento, sanno di aver impiegato bene il loro tempo, e possono guardare in faccia il loro destino sapendo che si lega al destino del mondo.

Per questo oggi dedico il mio sommesso omaggio alla figura gigantesca di Salvo D'Acquisto, brigadiere dei Carabinieri e martire cristiano.

Giovanni Romano

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